Castello di Paternò

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Attestazioni documentarie informano, per mezzo di Goffredo Malaterra, della costruzione, intorno alla seconda metà dell'XI secolo d.C., di un "castrum" a Paternò, secondo volontà del gran conte Ruggero d’Altavilla, lo stesso nomranno che fece costruire a scopo difensivo i castelli di Adrano, Motta, Troina, Nicosia ed altri in tante aree dell’isola.

Nella realtà un'ipotesi avanzata dallo studioso Giuseppe Agnello, vedrebbe nell'attuale fortezza solo una successiva riedificazione secondo volere dell'imperatore Federico II di Svevia, sebbene siffatta teoria non trovi alcun riscontro su base documentaria o stilistico/costruttiva.

Che il castello possa essere di epoca normanna lo rivelano la somiglianza strutturale con simili fortificazioni dellaNormandia e dell'Inghilterra normanna (si veda per esempio l'immagine nella galleria fotografica del castello diThreave in Scozia), oltre alla presenza delle pitture murali nella cappella interna all'edificio e databili tra il XII e ilXIII secolo d.C. Da uno storiografo arabo, al-Muqaddasi, si apprende che l'abitato preesistesse alla fortezza durante il X secolo d.C. Il geografo arabo Idrisi, nel 1150, descrive Paternò alla stregua di "Hisn". Nel 1212 e nel 1252 documenti parlano dell'abitato di Paternò come "terra e castrum".

Tornando alle affermazioni del monaco benedettino Goffredo Malaterra, il castello di Paternò sorgerebbe dunque su alcuni resti di una costruzione araba fatta costruire dall’emirato musulmano dell’epoca a scopo difensivo. Goffredo Malaterra era sempre al seguito dell’Altavilla con il compito non solo di raccoglierne e divulgare le gesta, ma anche perché Ruggero notò l’esigenza di contrapporre all’elemento arabo ormai presente, la cultura cristiana. Egli infatti vedeva di buon animo il nascere di comunità religiose per riaffermare il culto cristiano. In un mondo in cui infuriavano guerre e disordini, violenze e corruzione, il monastero benedettino sviluppava un nuovo modello di società, dove al posto del concetto della proprietà privata e del privilegio subentrava la cristiana solidarietà fraterna. A Paternò infatti diversi erano i monasteri ( S. Leone, S. Vito e S. Nicolò l’Arena).

Col tempo il castello normanno non ebbe solo funzione difensiva ma anche amministrativa e residenziale. Molti i personaggi storici che lo hanno abitato il più famoso è Federico II di Svevia che vi soggiorno nel 1221 e nel 1223. Il castello fu poi abitazione della regina Eleonora D’Aragona alla morte di Federico II D’Aragona avvenuta nel 1337. Divenne in seguito dimora della regina Bianca di Navarra che nel 1405 dall’alto del castello normanno promulgava le “Consuetudini della comunità di Paternò”. Il castello infine passò poi alla famiglia Moncada, dinastia che governò la città per quattro secoli e che lo adibì, per periodi, a pubbliche carceri. Alcuni graffiti ne sono la triste testimonianza. Attualmente è sotto la tutela della Regione Sicilia nella speranza di trasformarlo in sede di civico museo civico.

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