Ponte dei Saraceni

Ponte dei Saraceni

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Siamo ad Adrano al suo confine con Centuripe, distanti tra loro solo 6 km. in linea d’aria ma oltre 17 per una strada non certamente tra le più agevoli. Proprio qui, sorge il ponte dei Saraceni il più antico punto di collegamento tra le due località e le loro rispettive province, Catania ed Enna.

Padrone di casa il fiume Simeto il più grande dei corsi d’acqua siciliani che in questo tratto, presenta uno stretto alveo racchiuso tra pareti di basalto, espressione storica di antiche colate laviche dell’Etna, che attraversa il territorio di Adrano esprimendosi con forme irrazionali e imprevedibili.

Le acque, qui, scorrono in modo dinamico e veloce; i salici, gli oleandri e le ginestre che le circondano, le accolgono piegandosi al loro passaggio, come in segno di rispetto.

E lì, a poca distanza, il Simeto scompare per incanto, per decine di metri, nella Gola di Bolo, che invita i più coraggiosi a visitarla, riservando ai più temerari, uno spettacolo unico offerto da quei giochi di lave che raggiungono il massimo effetto cromatico e scenografico nelle giornate di sole.

Il Ponte dei Saraceni, costruito inizialmente dai Romani nel I o II secolo d.c. guarda ancora oggi stupito il fiume che gli scorre sotto, raccontando ai visitatori i suoi antichi splendori quando rappresentava l’importante snodo di un’antica autostrada che collegava il territorio catanese al palermitano attraversando quello ennese.

Un ponte in pietra, che in epoca normanna ebbe un ruolo strategico confermato dal vicino Castello nel centro abitato di  Adrano e dalla torre normanna di Paternò. Tre posizioni logicamente e storicamente connesse indissolubilmente  tra loro.

Tanta storia hanno visto e vissuto le acque del Simeto che,  da molti secoli, in questo punto, nel loro continuo divenire, incontrano il Ponte dei Saraceni, le cui arcate sono state distrutte dall’alluvione del 1948 e che oggi, si presentano agli occhi del visitatore in una versione diversa dall’originale, conservando, quasi intatta, solo la gotica arcata centrale e  “dimenticando” le  versioni  romane  e gotiche delle altre due minori, trasformate in aragonesi.

A rendere ancora più affascinante questo luogo, una bellissima leggenda che narra di un giovane pastorello che attraversava il fiume saltando sulle pietre levigate del suo letto,  per raggiungere sull’altra sponda la sua amata.

Un posto incantato e incontaminato dove ancora trova il suo spazio il profumo della zagara e la vista è resa ancora più incantevole nei momenti in cui l’Etna, che lo sovrasta con la sua imponenza, è innevato.

Lascio indenne la curiosità  di chi visiterà questi luoghi e avrà la fortuna di  esplorare dal vivo uno spettacolo irresistibile della natura in un territorio che dal 2001 è parte della Riserva Naturale Integrale delle Forre Laviche del Simeto, lembo di terra siciliana che abbraccia, oltre ad Adrano, i comuni di Centuripe, Bronte e Randazzo.

Quasi 300 ettari di area protetta attraversata dal Simeto, le cui acque nel corso dei secoli hanno creato un susseguirsi di cascate, rapide, piccoli laghi e ingrottati lavici, scorrendo divertite tra i massi di lava.